Consulenze esterne e Prevenzione

Dr. Italia Mele - Medico Veterinario
Ecografista

Dr. Domenico Ciaccia - Medico Veterinario
Ecografista

Dr. Rosaria Anaclerio - Medico Veterinario
Ecografista

Dr.Francesco Albanese - Medico Veterinario
Dermatologo

Dr. Daniela Bottone - Medico Veterinario
Oculista

 

La corretta alimentazione del cane

Il cane deve essere alimentato in proporzione al suo peso ed allo stato fisiologico in cui si trova (crescita, gestazione, allattamento, senescenza), al clima, alle condizioni di vita e al sesso. Un cane di taglia piccola avrà necessità alimentari più alte, pro chilo di peso, di un cane di grossa taglia, il maschio più della femmina, il cane libero più del cane di appartamento, etc. Dopo lo svezzamento, i cuccioli in fase di crescita richiedono all'incirca il doppio dell'apporto energetico rispetto ai cani adulti di pari peso. Fino a cinque mesi il cane deve essere alimentato preferibilmente tre volte al di, dai cinque ai dieci mesi in poi, con due pasti al giorno. Le necessità energetiche delle femmine aumentano sostanzialmente in gestazione e durante l'allattamento. Nelle prime tre o quattro settimane di gravidanza, le esigenze energetiche rimangono le stesse del mantenimento. Dopo la quarta settimana, le necessità energetiche s'innalzano gradualmente per far fronte ai bisogni dei feti in rapida crescita e in seguito durante l'allattamento si raggiunge il periodo a più alta richiesta energetica. Nel cane anziano le esigenze nutrizionali variano man mano che si verificano cambiamenti metabolici nel suo organismo. Invecchiando, il fabbisogno energetico dei cani diminuisce notevolmente e quindi e necessario ridurre il contenuto di grassi nell'alimentazione, aumentando la fibra, le vitamine e i sali minerali (vit. E, betacarotene, selenio, zinco). Le proteine, ridotte nel quantitativo, per favorire la funzionalita renale, dovranno essere comunque ad elevato valore biologico, in modo da contribuire al mantenimento della massa muscolare. Anche il contenuto di cloruro di sodio dovrà essere limitato per prevenire la ritenzione idrica.


Una corretta alimentazione prevede :
Cibo secco ossia Croccantini che oltre ad essere completi rappresentano un cibo bilanciato o in alternativa:
1) Carni rosse o bianche cotte di qualsiasi specie animale eccetto maiale e cavallo
2) Pasta o riso ben cotti (fioccati di cereali, riso soffiato
3) Pane tostato, fette biscottate, grissini
4) Pesce, tonno in scatola, uova (una volta alla settimana, cuocendo sempre l'albume)
5) Formaggi freschi (mozzarella, ricotta, etc.)
6) Latte (solo se tollerato e un ottimo alimento)
7) Verdure cotte (carote, zucchine, ecc.)


Condire con olio di oliva o di semi crudo e poco sale. Saltuariamente si può condire anche con un poco di pomodoro fresco, purchè il suo uso venga fatto con moderazione. I formaggi e le uova possono sostituire a volte le proteine della carne, tenendo presente, che apportano un quantitativo maggiore in grassi e in Kcalorie. Un po' di acqua di cottura di pasta/verdure o di brodo possono essere aggiunti alla miscela di alimenti in modo da formare un impasto non troppo denso che verrà ingerito con maggiore facilita.

NON DEVE MANGIARE:
1) Sughi e fritture
2) Salumi e salse piccanti
3) Dolci
4) Ossa lunghe (coniglio pollo)


Bisogna tuttavia considerare che un'alimentazione casalinga può risultare sbilanciata nella composizione come conseguenza di pratiche alimentari scorrette. Questi cibi possono risultare spesso ridotti a pochi ingredienti (carni rosse, pollame o pesce) e carenti in alimenti vegetali e in cereali. Un'alimentazione casalinga, spesso a base di cibi molto appetibili, non equilibrata nei nutrienti e nelle quantita non appropriate può predisporre a disturbi digestivi, all'obesità e a disturbi ossei, sia durante la crescita che in condizioni di mantenimento e nuoce in caso di prestazioni sportive o di stress. Gli alimenti preconfezionati sono stati studiati allo scopo di fornire un alimento completo e ben bilanciato adatto per i vari periodi della vita (crescita, mantenimento, allattamento e senescenza). Essi contengono tutti i nutrienti essenziali in concentrazioni tali da soddisfare il fabbisogno nutrizionale del cane. Fattori importanti per questo tipo di alimenti devono essere l'appetibilità e la digeribilità. L'animale deve gradire l'alimento per assumere la quantita necessaria a soddisfare il fabbisogno di calorie e di nutrienti essenziali. La digeribilità e un fattore importante, poichè misura direttamente le percentuali dei nutrienti contenuti nel cibo disponibili per l'assorbimento. Particolari tipi di alimenti sono quelli ipocalorici di tipo "light" per la cura e il controllo dell'obesità, alimenti ad alta energia del tipo "performance" per gli animali sottoposti ad intensa attivita fisica, cani da lavoro e/o da esposizione e alimenti ad elevata digeribilita. Negli ultimi anni una linea completa di alimenti dietetici sono stati studiati e formulati per assicurare il miglior supporto nutrizionale in determinate patologie (malattie epatiche, insufficienza renale cronica, insufficienza e ipertensione cardiaca ecc) o per il trattamento delle allergie e/o intolleranze alimentari.

Alimentazione dietetica
Una corretta alimentazione e un giusto fabbisogno nutrizionale oltre a rappresentare fattori fondamentali per la salute di tutti gli animali da compagnia, sono importanti durante il trattamento di patologie croniche. La dietoterapia svolge un ruolo importante nel trattamento di numerose patologie croniche di cani e gatti, anche quando la causa di base non sia correlata a fattori dietetici. L'alimentazione è impiegata come strumento di controllo o di terapia di un'affezione come nel caso esempio del diabete mellito, delle patologie croniche renali, della malattia delle basse vie urinarie del gatto ecc. Le diete ipoproteiche sono utilizzate nei cani affetti da insufficienza renale cronica e nei soggetti anziani con funzionalita renale alterata. L'utilizzo di queste diete consente al cane di vivere una vita piu confortevole, pur con una ridotta attivita del rene, riducendo i segni clinici e la progressione della malattia nonche l'azoto ureico, la creatinina e il fosforo. Altre diete, appositamente formulate, rappresentano un mezzo per contrastare il decorso clinico della maggior parte delle patologie epatiche riducendo la sintomatologia e favorendo la ripresa e la cicatrizzazione del fegato L'alimentazione negli animali malati riveste un'importanza notevole in quanto il fabbisogno energetico aumenta in risposta allo stress indotto dalla malattia e all'aumentata velocita metabolica che accompagna l'eventuale stato febbrile. Durante la malattia uno dei problemi principali e rappresentato dalla mancanza di appetito, in particolar modo nei gatti, per cui una dieta ben bilanciata e ricca di nutrienti, allo scopo di soddisfare le esigenze nutrizionali di un animale che si nutre con quantita limitate di cibo, risulta fondamentale per la guarigione. La dieta in questi casi deve essere molto digeribile, a basso contenuto in grassi, e somministrata con frequenza a piccole dosi (3-6 volte al giorno). Per migliorare l'appetibilita della dieta si potranno aggiungere piccoli quantitativi di acqua e riscaldarla prima della somministrazione ad una temperatura intermedia tra quella ambientale e quella corporea.

Le vaccinazioni del cane

Prevenzione

Le vaccinazioni nei confronti delle piu comuni malattie infettive, responsabili di gravi sofferenze, spesso mortali, che possono colpire il cane di qualunque età, sono lo strumento piu efficace di prevenzione. I vaccini, attualmente in commercio, sono in grado di stimolare una valida risposta immunitaria e non provocare significative reazioni secondarie negative.


1. Parvovirosi
La Parvovirosi o gastroenterite emorragica infettiva è una malattia a rapida insorgenza accompagnata a febbre, dolore addominale, vomito a contenuto ematico e diarrea sanguinolenta che porta in breve a disidratazione e morte nei casi gravi. Ai segni gastroenterici possono unirsi quelli respiratori dovuti ad un interessamento del miocardio. La sindrome cardiaca, alle volte, costituisce l'unico quadro clinico della malattia nei neonati e nei giovanissimi e si conclude con la morte improvvisa senza sintomi premonitori. Il virus, eliminato dagli animali infetti, possiede un'elevata resistenza nell'ambiente (temperatura, ph acido, disinfettanti), rendendo la malattia altamente contagiosa. Per questa ragione l'unica misura preventiva risulta la vaccinazione, spesso praticata precocemente (sei settimane).


2. Cimurro
Il Cimurro è provocato da un virus che colpisce piu apparati ed in particolare l'apparato respiratorio, il sistema nervoso e l'apparato gastroenterico. Esiste una grande variabilità nella durata e nella gravità delle manifestazioni cliniche. Si puo andare dall'assenza di sintomi a una malattia grave con o senza coinvolgimento del SNC, che si accompagna nel 50% dei casi alla morte. Crisi epilettiche e mioclonie con iperestesia e depressione predominano in caso di coinvolgimento della sostanza grigia (evoluzione acuta); atassia, paresi, paralisi e tremori muscolari sono associati al coinvolgimento della sostanza bianca (evoluzione subacuta). La terapia è sintomatica e l'unico approccio efficace per la profilassi del cimurro è la vaccinazione.


3. Epatite infettiva
L'Epatite infettiva è una malattia virale che colpisce il fegato, ma non ha nulla in comune con l'epatite virale dell'uomo che è sostenuta da altri agenti infettivi. L'infezione trasmessa per via orale determina, dopo un periodo di incubazione (2 - 5 giorni), una profonda depressione, anoressia, vomito, dolori colici e febbre oltre i 40°C. La prognosi è infausta nella forma acuta e riservata nella forma dell'insufficienza epatica cronica.


4. Tracheobronchite infettiva
La Tracheobronchite infettiva o tosse dei canili è una malattia che viene provocata da piu agenti infettivi (adenovirus canino 2, parainfluenza, herpes virus, etc.) e che può determinare gravi forme di broncopolmonite o fastidiose epidemie di tosse. La malattia è caratterizzata da esordio improvviso, tonsillite, scolo nasale, tosse e febbre. Poiche nel determinismo della malattia risultano spesso coinvolti agenti responsabili d'infezioni secondarie, l'uso di antibiotici e chemioterapici può costituire un valido ausilio al fine di ridurre la gravita dei sintomi.


5. Piroplasmosi canina
La Piroplasmosi canina è una malattia protozoaria, sostenuta da Babesia canis, trasmessa da zecche infette che determina la distruzione dei globuli rossi e gravi reazioni di tipo immunitario. Tutto cio comporta una forte anemia seguita da ittero facilmente apprezzabili sulle mucose apparenti. Possono manifestarsi disturbi del sistema nervoso centrale e lesioni dei nervi periferici con fenomeni di paraplegia accompagnati da dolore e difficolta di movimento. Come profilassi bisogna evitare di condurre i cani nelle zone infestate da zecche e quantomeno usare prodotti antiparassitari e/o repellenti. Esiste, la possibilita di praticare una vaccinazione preventiva.


6. Rabbia e Leptospirosi
La Rabbia e la Leptospirosi costituiscono a tutt'oggi due malattie infettive a carattere zoonosico (cioe trasmissibili dall'animale all'uomo) e come tali da considerarsi di specifica attinenza dell'attività di sanità pubblica veterinaria. La rabbia è una malattia virale in continua evoluzione in considerazione del fatto che in talune zone settentrionali del nostro paese è ricomparsa la cosi detta rabbia silvestre e quella dei chirotteri (pipistrelli). La volpe quindi, seguita da alcuni mustelidi (tassi, faine e martore), rappresenta un serbatoio del virus. E' questo un virus labile ossia poco resistente nell'ambiente per cui il contagio tra un soggetto infetto e uno recettivo si realizza soprattutto, ma non necessariamente, attraverso morsicature. Tutte le specie animali a sangue caldo sono soggette all'infezione, sebbene per ogni specie esista una sensibilità particolare. Attualmente la vaccinazione dei cani con vaccini inattivati e delle volpi con vaccini per via orale rappresenta l'unico mezzo a disposizione capace di prevenire la malattia. La leptospirosi è una malattia batterica frequente nei cani in tutto il mondo causata dalle spirochete (L. canicola e L. icterohaemorrhagiae). L'infezione si verifica sia direttamente per contatto con l'urina sia indirettamente con l'acqua od il suolo contaminati dagli animali escretori di leptospire (topi, ratti e cani). L'infezione si manifesta attraverso la penetrazione della cute o delle mucose da parte delle spirochete. Anche in questo caso la vaccinazione dei cani con vaccini inattivati rappresenta l'unico mezzo a disposizione capace di prevenire la malattia. Per un sempre piu diffuso turismo, anche canino, le vaccinazioni assumono un ruolo ancora maggiore di quello che avevano in passato. Cio è diventato ancora piu importante in seguito alla libera circolazione intracomunitaria degli animali da compagnia.

La corretta alimentazione del gatto

consulenze

Il gatto deve essere alimentato in proporzione al suo peso ed allo stato fisiologico in cui si trova (crescita, gestazione, allattamento, senescenza). Non vi e, in pratica, differenza come esigenze alimentari fra le diverse razze di gatti. Una differenza quantitativa andrà fatta, invece, in funzione delle condizioni di vita del gatto (appartamento o vita libera) e delle condizioni climatiche in cui vive. Il gattino in crescita al momento dello svezzamento ha dei fabbisogni alimentari molto alti che calano, poi, proporzionalmente man mano che ci si avvicina al termine della crescita. Durante la gestazione, come per la cagna, la quantita di cibo dovrebbe essere aumentata gradualmente a partire dalla seconda settimana, proseguendo fino al parto. Al termine della gestazione, la gatta dovrebbe ricevere un apporto alimentare superiore del 25-50% rispetto al mantenimento. Il gatto ha un elevato fabbisogno in proteine, in quanto non può ricavare le sostanze nutritive di cui necessita soltanto dai vegetali e dai loro derivati; tra l'altro reagisce a diete prive o carenti di proteine non soltanto diminuendo i consumi alimentari ma anche opponendo spesso un totale rifiuto a questo tipo di diete. La carenza di arginina nel gatto ha effetti immediati e devastanti: iperammoniemia grave, vomito, spasmi muscolari e tetanici, atassia e iperestesia che possono condurre al coma e alla morte. La carenza di taurina può causare una degenerazione retinica e una cardiomiopatia dilatativa. Il gatto, data la notevole secrezione di bile, tollera molto bene anche percentuali elevate di lipidi (fino al 25-30%), che oltre a fornire energia sono indispensabili come fonte di acidi grassi essenziali (acido linoleico, acido arachidonico ecc).

Una corretta alimentazione prevede:
Cibo secco ossia Croccantini che oltre ad essere completi rappresentano un cibo bilanciato o in alternativa:
1) Carni di qualsiasi specie animale e di qualunque parte dell'animale, a seconda delle convenienze e delle preferenze individuali sempre cotte
2) Pasta o riso ben cotti
3) Pane tostato o grissini insaporiti con del brodo di carne o di dado
4) Pesce, tonno in scatola al naturale
5) Formaggi, latte (se tollerato e un ottimo alimento)
6)Olio e poco sale
7) Verdure (carote, zucchine ecc)
Ogni tanto si possono sostituire le proteine della carne con uova, formaggi o latticini. La quantità di acqua contenuta nella razione è molto importante in quanto, come e noto, a volte il gatto è riluttante a bere. Si puo aggiungere acqua di cottura di riso, verdura o carne.

NON DEVE MANGIARE
1) Sughi e fritture
2) Salumi e salse piccanti
3) Dolci
4) Spine di pesce
L'alimentazione casalinga, in particolare nel gatto, può risultare sbilanciata nella composizione come conseguenza di pratiche alimentari scorrette come nel caso di un'alimentazione esclusivamente a base di carne e/o pesce. Come per il cane anche per il gatto esistono molti alimenti preconfezionati di tipo secco o umido studiati allo scopo di fornire un alimento completo e ben bilanciato adatto per i vari periodi della vita (crescita, mantenimento, allattamento e senescenza). Essi contengono tutti i nutrienti essenziali in concentrazioni tali da soddisfare il fabbisogno nutrizionale del gatto. Anche quando si alimenta il gatto con cibo in scatola, bisogna offrirgli pasti completi e bilanciati che contengano più di un ingrediente fondamentale. Alimentare un gatto esclusivamente con un cibo esempio "gourmet" può portare l'animale al rifiuto per ogni altro tipo di alimento e ogni altro sapore. Questi cibi raffinati non sempre sono completi dal punto di vista nutritivo e causano in pratica uno squilibrio nutrizionale. Per quanto riguarda l'alimentazione dietetica sono disponibili in commercio alimenti ipocalorici del tipo "light" per la cura e il controllo dell'obesità, alimenti iperdigeribili a basso contenuto di amido e alimenti che riducono la formazione di accumuli di pelo nello stomaco favorendone il transito attraverso il tratto gastrointestinale. Altri alimenti dietetici sono stati studiati e formulati per offrire un supporto nutrizionale nella terapia di uno specifico stato patologico (disordini epatobiliari, insufficienza renale cronica, malattie delle basse vie urinarie ecc.) o per il trattamento delle allergie e intolleranze alimentari.

Le vaccinazioni del gatto

Nella specie felina, come per il cane, alcune delle malattie virali infettive, contagiose e potenzialmente pericolose per la sopravvivenza dell'animale vengono prevenute ricorrendo alla vaccinazione. La maggior parte dei vaccini in uso è allestita con batteri o virus (o loro componenti) modificati, per ciò che riguarda il loro potere patogeno a seguito di inattivazione o attenuazione. Talvolta possono essere usati stipiti di microrganismi non patogeni. Le vaccinazioni sono in grado di stimolare un livello di immunità attiva, tramite la produzione di anticorpi, che conferisce protezione nei confronti dell'infezione.


1. Panleucopenia
La panleucopenia o gastroenterite virale felina è una grave malattia che può colpire i gatti di ogni età se non correttamente vaccinati ma è particolarmente temibile nei gattini in cui si accompagna ad un alto indice di mortalità. Attacca l'apparato gastrointestinale, causando vomito, diarrea e di conseguenza, grave disidratazione. Inoltre, depaupera l'animale di quelle cellule prodotte dal midollo osseo che sono deputate alla produzione di anticorpi rendendo l'animale indifeso di fronte alle infezioni. La malattia è altamente contagiosa; inoltre il virus eliminato dagli animali infetti è molto resistente nell'ambiente e può costituire per molti mesi una fonte di contagio per altri gatti Quando la malattia si è ormai sviluppata, le gravi condizioni dell'animale impongono un energico trattamento medico puramente sintomatico, cioè volto a controllare le manifestazioni cliniche e ad impedire le complicazioni batteriche secondarie. La malattia è altamente contagiosa; inoltre il virus eliminato dagli animali infetti è molto resistente nell'ambiente e può costituire per molti mesi una fonte di contagio per altri gatti Realizzata con due somministrazioni in occasione del programma immunizzante di base nel gattino, essa va ripetuta non solo nei gatti giovani, ma anche in quelli anziani che sono altrettanto molto sensibili all'infezione.


2. Malattia respiratoria virale
Con il termine di corizza o influenza felina, si descrivono due distinte infezioni virali che colpiscono le prime vie respiratorie del gatto: la rinotracheite e la calicivirosi. Queste infezioni causano scolo nasale ed oculare, dapprima sieroso e quindi purulento, che si essicca intorno alle narici e alle palpebre, occludendole; inoltre il gatto così colpito presenta continui starnuti, tosse, difficolta respiratorie, ulcere nel cavo orale che, oltre ad una salivazione profusa possono essere causa di rifiuto del cibo. I vaccini contro queste due malattie sono spesso combinati con quello della panleucopenia in un unico prodotto. La vaccinazione assume un'importanza particolare alla luce del carattere estremamente contagioso della malattia respiratoria virale che si trasmette con molta facilita nei gatti che vivono in stretto contatto. Inoltre, è possibile che gli animali guariti dalla malattia diventino dei "portatori sani" del virus, quindi sempre potenzialmente pericolosi per altri gatti, e che di tanto in tanto sviluppino delle ricadute della malattia. Tutto questo può essere evitato con la vaccinazione che, richiamata annualmente, conferisce al gatto una costante protezione immunitaria.


3. Clamidiosi
La Clamidiosi del gatto deriva dall'infezione con ceppi felini di Chlamydia psittaci che possono colpire gatti di tutte le età anche se i piu suscettibili risultano essere i cuccioli. La malattia si manifesta con una congiuntivite caratterizzata da edema, secrezione e difficoltè a tenere aperte le palpebre. Può, inoltre determinare una polmonite specifica con difficolta respiratoria e starnuti frequenti che può essere esacerbata da infezioni virali concomitanti. La guarigione dell'infezione molte volte non è definitiva e sono frequenti le ricadute e spesso gli animali colpiti diventano portatori cronici che possono trasmettere l'infezione ad altri gatti. E' disponibile un vaccino che conferisce una buona immunità contro questa malattia per almeno un anno.


4. Leucemia felina
Questa infezione virale, chiamata anche Felv, è associata allo sviluppo di una grande varietà di disturbi che non risparmiano quasi nessun organo o apparato in conseguenza degli effetti immunosoppressivi del virus, che indebolisce le difese dell'animale e lo predispone ad altre infezioni e malattie (stomatiti, gengiviti, micosi, polmoniti ascessi setticemie, aborti, disturbi renali etc.). Inoltre, questo virus ha la capacita di indurre tumori (linfosarcoma). In funzione degli organi o apparati colpiti il gatto manifestera un'ampia gamma di sintomi clinici che in genere, si accompagnano sempre ad uno scadimento generale delle condizioni dell'animale (debolezza, anoressia, dimagrimento, febbre). Non esiste una cura specifica per guarire l'animale colpito da questa grave malattia. Anche l'utilizzo di nuovi farmaci ha determinato solo una regressione dei sintomi. La ricerca ha messo ha punto un vaccino che somministrato a partire dalle nove/dieci settimane di vita e richiamato annualmente, sembra conferire una buona protezione.


5. Rabbia
Anche il gatto, come il cane è potenzialmente suscettibile di contrarre la rabbia al contatto con la saliva di animali infetti e, quindi di trasmetterla ad altri compreso l'uomo, attraverso ferite da morso o da graffio. La malattia ad esito fatale, può essere prevenuta con la vaccinazione eseguita per la prima volta a tre/sei mesi di vita e quindi ripetuta in genere ogni anno. In funzione delle caratteristiche ambientali e geografiche in cui vive l'animale verrà consigliata o meno dal veterinario tale vaccinazione che comunque rimane obbligatoria per gli spostamenti all'estero o in zone endemiche.

Animali in viaggio per il mondo

animali in viaggio per il mondo

Il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio stabilisce le condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia tra gli Stati Membri ed in provenienza dai Paesi terzi.
In applicazione di tale Regolamento la Commissione UE, con decisione 2003/803 CE del 26 novembre 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 27/11/2003, L312, ha individuato il modello di passaporto che deve accompagnare cani, gatti e furetti movimentati al seguito di viaggiatori nell'ambito del territorio comunitario.

La cessione del passaporto, da parte dei Servizi Veterinari della ASL, ai proprietari di cani, gatti e furetti che intendono recarsi all'estero è subordinata all''identificazione elettronica di questi animali (microchip) e alla vaccinazione antirabbica presso le Strutture Veterinarie autorizzate.
La legalizzazione del passaporto viene effettuata dal Medico Veterinario Ufficiale della ASL, in modo che i passaporti possano essere utilizzati anche per i movimenti dei suddetti animali al di fuori della Comunità Europea.
Il passaporto sostituisce tutte le altre certificazioni per la movimentazione all'interno della comunità e quello dei cani e' registrato sulla banca dati dell'anagrafe Canina Centralizzata.
Il passaporto deve contenere la certificazione delle vaccinazioni compresa l'antirabbica, una sezione relativa agli esami clinici e tutto le informazioni importanti a rilevare lo stato sanitario dell'animale, in modo che tale documento possa essere utilizzato anche per i movimenti di questi animali al di fuori della comunità.

Share by: